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Enzo è un perfezionista e non si ferma mai allo stadio del tentativo episodico: ripete le proprie esperienze approfondendole come uno scienziato in laboratorio, a forza di successivi aggiustamenti di tiro, alla ricerca del risultato perfetto... In superficie potrà apparire una pittura eclettica, dalla figura al paesaggio, dalla natura morta alla composizione metafisica con puntate all'astratto. Ma a chi vorrà valicare l'impressione iniziale apparirà ben presto il filo che lega in unità profonda quelli che a primo acchito sembrano tentativi rapsodici. Tutt'altro che narcisista, Vertibile è impietoso con se stesso e con le sue opere. Nel contempo e paziente e meticoloso all'estremo. Di conseguenza il suo è un progredire graduale e sofferto. Un’evoluzione senza fratture, da un’attualità senza conformismi, all'insegna dell'indipendenza e della sincerità...
["Enzo
Vertibile, monografia critica e catalogo generale a
cura di Maria Emilia Moro Maisano" - Ottobre
1998] |