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Maria MORETTI ("Il Cittadino" - 18 settembre 1990)

Chi ha il privilegio di entrare dove Vertibile esprime se stesso attraverso il proprio linguaggio artistico, viene a trovarsi in un ampio spazio, reso comunque angusto da una quantità notevole di dipinti di indubbio valore che lasciano estasiati sia per le stupende tonalità cromatiche sia per lo stile che spesso muta a seconda dello stato d'animo dell'autore... Il desiderio di ammirare fra opere varie e belle anche quelle più nascoste spinge il visitatore a scrutare in ogni dove fino a scoprire ciò che manifesta appunto quella straordinaria predisposizione per il disegno, innata in Vertibile, che mette in luce una delle sue molteplici capacità artistiche, quella forse, meno conosciuta che costituisce - a nostro modesto parere – il lato più significativo della sua personalità. In numerose cartelle sono riposti i disegni, celati con quella gelosia con cui si custodisce qualcosa di strettamente personale. Ma è soprattutto dalla modestia che deriva questa sua ritrosia e la volontà di tenere per sè pensieri e sentimenti esteriorizzati tramite il disegno. Affascina maggiormente il ritratto eseguito con mezzi vari, quali carboncino, matita, china… non di rado impreziosito da tocchi acquerellati, tenui e leggiadri. Sono volti di amici e familiari, ma anche di persone note o sconosciute. Incontrate ovunque, casualmente, delle quali un'espressione particolare, un atteggiamento colto in un determinato istante, hanno colpito l'attenzione di Vertibile e ne hanno guidato mirabilmente la mano. Innumerevoli poi sono gli autoritratti, che incidono un'immagine interiore rintracciabile nei tratti dolci o contratti dei lineamenti, nello sguardo penetrante o sognante... Coi disegni, Vertibile potrebbe allestire una rassegna, ma egli non ama uscire dal proprio studio. Poche le mostre personali e collettive, alle quali fino ad oggi ha partecipato. "Mi piace dipingere per me stesso - afferma - anche se mi rendo conto che questa mio comportamento può in un certo senso danneggiarmi. Alcuni ritengono che non vi può essere un geometra che dipinge così come nella categoria dei geometri non può essere un pittore che faccia il geometra; concetto errato, se tuttavia è vero che ho tenuto da parte i pennelli fino a pochi anni fa, appunto perchè ero preso dalla mia professione, è altrettanto vero che sono riuscito ad avere messo nel mio lavoro quel tanto di artistico che possiedo..." Vertibile è dunque un artista nato e completo sia in campo grafico-pittorico sia in quello professionale. Alla base di tutto sta comunque un impulso psicologico che lo guida ad uno studio attento, così come all'esecuzione di un quadro egli giunge dopo una serie di passaggi che segnano le varie fasi evolutive di ciò che intende realizzare, prima dell'elaborazione di un progetto edile o di arredamento gli è indispensabile una perfetta conoscenza di coloro ai quali il lavoro è destinato... A Vertibile piacerebbe avventurarsi pure in campo scultoreo, a tentare esperienze nuove. E il fatto che egli "faccia tante cose" potrebbe indurre nell'errore di ritenere che non abbia ancora trovato un indirizzo preciso. In verità la sua meta l'ha raggiunta e lo afferma egli stesso "Se avessi fatto queste cose in trent'anni, le avrei diluite, oggi esse vengono concentrate". Dal 1984 è tornato ufficialmente al mondo dell'arte, con foga, anche per ricuperare il tempo perduto. "C'è chi ha un'idea e si accontenta di avere solo quella. Io no e spesso l'averne molte mi procura sofferenza". Ecco forse svelato uno dei segreti grazie al quale le creazioni di Enzo Vertibile piacciono, perchè infatti sono vive, intelligenti e parlano con un linguaggio avvincente.

["Enzo Vertibile, monografia critica e catalogo generale a cura di Maria Emilia Moro Maisano" - Ottobre 1998]

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