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Pietro LOCATELLI ("Il Cittadino" - 1991)

Quello che Vertibile cerca di esprimere in pittura è l'equivalente di quanto la musica esprime, cioè qualcosa di assolutamente slegato dalle forme esteriori della natura. Egli, abbinando quelle linee, quei disegni, quelle forme alle mescolanze dei colori, riesce a suscitare le emozioni spirituali della musica. Il colorito soprattutto costituisce l'anima musicale di un quadro... [continua]

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Giuseppe DE CARLI ("Il Cittadino" - 15 settembre 1992)

Il Vertibile, ultima maniera, sorprende un po'. L'avanzare degli anni, per solito, induce un artista a prendere le distanze dalla realtà.. Si flette l'antico nel nuovo. La scoperta di una nuova forma espressiva nei rigorosi canoni consegnati alla storia dell'arte. Vertibile, di contro, ha scoperto, per un verso, il lato giocoso della pittura e, per l'altro, la sua versione drammatica... [continua]

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Tiziana CORDANI ("Cremona" - 18 novembre 1995)

Due sono le anime di Enzo Vertibile: la prima tesa ad impadronirsi del reale attraverso la sintesi geometrica delle forme, si connota attraverso la rassicurante misurazione dello spazio interno ed esterno ad esse, così da confinare l'oggetto al margine, quasi pretesto di ricerca risolta nel colore e nella luce. La ragione esercita, dunque, il suo potere sulle cose, ne chiarisce i volumi e coglie... [continua]

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Cristina VERCELLONE ("Il Cittadino" - 26 settembre 1996)

Nature morte, astrazioni cubiste, fiori, ritratti di donna riempiono le sue stanze: un'aria leggera vagheggia, sottilmente percettibile, sopra le bottiglie, i ferri vecchi e i limoni gialli. E' difficile inquadrare la sua pittura in uno stile, riconoscere dietro alle sue tele uno o due maestri al massimo. Le opere di Enzo Vertibile si rifanno a più momenti della storia delle arti visive. Esse ci portano talvolta... [continua]

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Caterina BELLONI ("Il Cittadino" - 10 ottobre 1996)

Un artista coerente nelle sue infinite ispirazioni che trovano manifestazioni molto diverse, dal figurativismo all'Informale... Un po' a margine del grande circo dell'arte lodigiana è da apprezzare forse proprio per questa autenticità che gli ha procurato persino delle inimicizie... Nella carriera di Enzo Vertibile ripercorsa con precisione e dovizia di dettagli dal critico Vincenzo Vicario, le suggestioni... [continua]

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Cristina VERCELLONE ("Il Cittadino" - 4 ottobre 1997)

"Non c'e una cosa che si possa chiamare Arte - ha scritto Ernst H. Gombrich - vi sono soltanto gli artisti, uomini e donne, cioè, che hanno avuto il mirabile dono di equilibrare forme e colori fin quando non siano state "a posto", e cosa ancora più rara, che hanno un'integrità di carattere tale da rifiutare ogni soluzione parziale e sono pronti a rinunciare a tutti i facili effetti e ad ogni superficiale... [continua]

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