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Questa monografia, forse, Enzo Vertibile non avrebbe mai accettato di realizzarla, pur volendola in cuor suo senza osare, se non ve lo avesse spinto fortemente un uomo di grande intuito e grande cultura artistica: l'avvocato Vincenzo Vicario. A lui sarebbe spettato il compito di coordinare e redigere, con quella finezza di conoscitore e proprietà perspicace di scrittura che ha mostrato nelle molte sue pubblicazioni sulla pittura e scultura del Novecento, una biografia critica di Vertibile. Ma Vincenzo Vicario non è, purtroppo, più tra noi,
e ad altri tocca raccoglierne il testimone, indegnamente certo, ma anche nel rispetto e nella condivisione di quel fondamentale culto della bellezza che, pur nell'occasionalità fugace di alcuni incontri, ci ha reso spontaneamente amici, perché entrambi amici dell'Arte.
E' ben giusto però che a Vicario vada lasciata la
"presentazione" ufficiale, autorevole: non ha fatto in tempo a stenderne un'altra, ma la sua lettura dell'opera di Enzo Vertibile, compiuta in due occasioni significative - l'inaugurazione della personale di Crema del novembre 1995, e quella della personale di Lodi dell'ottobre 1996 - è già esaustiva misura di due talenti: quello del pittore e quello del critico, alla cui naturale simbiosi rendiamo omaggio.
["Enzo Vertibile, monografia critica e catalogo generale a cura di Maria Emilia Moro
Maisano" - Ottobre 1998] |