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Io ritengo che questo pittore abbia rotto con la tradizionale pittura a soggetto verista per ricercare ed analizzare nuovi soggetti e soprattutto nuovi metodi
consoni alla realtà esistenziale moderna. La sua arte si compone di elementi stilistici messi in atto ad un livello di elevato sensualismo pittorico (egli in un'intervista ebbe a dichiarare "sento fisicamente il colore e davanti ad un dipinto mi commuovo fino a piangere”) e si mostra in eleganti, raffinate sottigliezze, in ritmi intimi di dolcezza che penetrano nell'animo, destando sincera commozione, e in impalpabili velature atmosferiche. Nei dipinti del Vertibile la forma visiva s'ingerisce in un rigoroso contesto di geometrie cromatiche, in cui la profondità dello spazio è frutto diretto del rapporto fra luce e ombra sapientemente
creato e dosato. Uguale processo compare efficacemente nell'interesse per la
figura
umana, in cui la volontà strutturale prevale sui valori sentimentali. Nelle
nature
morte, inoltre, alle quali l'estro pittorico del Vertibile riserva le più profonde vibrazioni, analoghi processi formali pervengono ad un'essenzialità e ad una compiuta sintesi fra luce e colore mai prima raggiunte e ad un'evidenza plastica esistenziale attraverso la magistrale esaltazione dei valori cromatici. La connessione tra una realtà visiva squisitamente soggettiva e una concezione pittorica collegata a fattori ideali sta alla base della conquista di un'essenza poetica personalissima, che ha seguito l'evoluzione della sua pittura in una linea di assoluta coerenza, da una prima maniera ispirata ad una visione oggettiva della natura e della realtà ancorchè soggetta ad influssi classicheggianti, ad un secondo periodo più completo, in cui si alternano spunti impressionistici a momenti di surrealismo, per confluire nell'attuale felice stato in cui l'artista è giunto alla piena maturazione del suo mondo espressivo: il pieno possesso di una tecnica magistrale gli permette di conferire alla propria neofigurazione un'estrema efficacia, sia sotto il profilo rigorosamente pittorico, sia per quanto riguarda i contenuti, ch'egli propone in termini di luce, forma e colore, sviluppando una narrazione in cui le emozioni acquistano un peso preponderante e lo spazio prospettico è sostituito dalle dimensioni della fantasia. Vertibile conferisce alle sue immagini quasi un senso di fiaba, di vera e propria magia, in cui
riemergono gl'impulsi di una poesia spontanea; nella sua pittura si scorge una libera e personale ricostruzione, secondo la sua lirica intuizione, della realtà che ci circonda e nella quale siamo immersi, così superando, con tecnica coloristica raffinata, l'antitesi tra realismo ed astrattismo e conquistando valori formali aderenti allo spirito del nostro tempo. Sono particolarmente lieto d'essere stato invitato a presentare i dipinti di Vertibile perchè molto l'apprezzo per la sua coerenza artistica, pur nella manifesta sua multiformità tematica ed espressiva. Infatti , egli ha sempre proposto e tuttora propone, nonostante il passar degli anni da lui dedicati con passione all'arte, una interpretazione della sua pittura volta ad attribuire alla costante ricerca pittorica risultati personali autonomi e indipendenti dalle varie tendenze artistiche dominanti, dimostrandosi appunto perciò artista vero ed autentico. L'arte dev'essere libera dall'asservimento a qualsiasi movimento o corrente, ancorchè acclamato più per ben mirata diffusione critica e pubblicitaria che per intrinsechi meriti: l'artista, per essere portatore di una valida manifestazione estetica, non può essere assoggettato a precostituiti vincoli che ne riducano l'estro creativo, ma deve potere esprimere ciò che egli sente, ciò che urge nel profondo del suo spirito e del suo intelletto e della sua emozione. Enzo Vertibile si è sempre attenuto alla libertà di scelta del soggetto e dell'espressione pittorica, conferendo al proprio linguaggio artistico un timbro inconfondibile. Si nota immediatamente la multiformità tematica e stilistica di questo pittore, sempre sorretta da solida preparazione tecnica nel disegno e nella colorazione, che si afferma in modo sicuro nella capacità di rendere l'insieme delle immagini, nel dinamismo delle forme, nella giusta sovrapposizione delle strutture, nella sapiente esaltazione dei particolari, che appaiono talvolta visti attraverso una magica lente d’ingrandimento, nelle vibrazioni dell’atmosfera che
avvolge personaggi e cose dei suoi dipinti, nella ricca gamma di variazioni tonali che risaltano in un felice gioco d’equilibrio e di luce, anche se è dato notare taluni accostamenti cromatici di particolare arditezza, la cui dissonanza è peraltro subito assorbita e resa amabile dall'insieme, perchè Vertibile è dotato di uno straordinario talento coloristico, che si riflette e s'impone in ogni suo dipinto. La multiformità e la complessità compositiva d'espressione stilistica non concernono soltanto la tematica ma riguardano sopratutto la tecnica, il metodo e lo stile della sua espressione. Questa va, infatti, dalla figuratività pressochè assoluta, che tuttavia non scade mai in riproduzione fotografica, all'espressionismo che gli consente, mediante l'alterazione della forma e
dello spazio reale e del rapporto forma-spazio, di superare la realtà esteriore di una determinata situazione per penetrarne e svilupparne l'essenza emotiva. La ricerca artistica di Vertibile non si appaga peraltro della trasformazione della forma in volumi e in colore, ma,
giunge talora al disfacimento, all’annullamento del reale sensibile, stabilisce rapporti surrealistici, non più razionali ma istintivi, così pervenendo a dare vita e forza al dipinto solo col colore. Tuttavia, Vertibile ben raramente rinuncia del tutto al presupposto figurativo, perché il punto fondamentale della sua pittura è costantemente un dato reale, dal quale desume lo spunto per ogni ulteriore ardimento compositivo e coloristico, spinto talvolta fino all’astrattismo ossessionato dal fascino e dal mito del colore. Multiformità, quindi, di soggetti e di stili.
Nature
morte, ritratti, fra cui quello splendido di
Maria Emilia
Maisano Moro, una mirabile serie di
autoritratti, che vanno dall'adolescenza alla maturità,
figure e nudi
femminili, i suoi mirifici nudi nei quali egli scioglie un inno gioioso al fascino immortale della donna, posta al supremo vertice dell'umana bellezza. In ogni tempo e in ogni luogo poeti, pittori, musicisti, scultori, letterati hanno cantato il fascino ammaliatore muliebre. A questo fascino incantevole non si
è sottratto Vertibile, che ha saputo esprimerlo nelle sue tele anche sotto il profilo di una sensualità opulenta e carnosa. Nelle
nature morte egli ha trasfuso la sua eccezionale ricchezza cromatica, dandoci straordinarie emozioni di seducenti colori: i verdi immersi in palpitanti giochi di luce e di penombre, le misteriose trasparenze dei bianchi, i gialli modulati con consumata maestria in un'inedita molteplicità di cangianti gradazioni. Egli nelle sue
nature morte immette un respiro d'intenso lirismo, esaltando le cose semplici della vita, le cose quotidiane nella loro forma, nel loro colore, nella loro luce dando un messaggio di profonda serenità interiore. I suoi
ritratti non si limitano a riprodurre la somiglianza fisica del personaggio, ma ne penetrano l'intima essenza fisiopsichica, ne esprimono felicemente il carattere, il modo di essere, di pensare, di agire, rendendo in tal modo vivo davanti a noi il personaggio stesso. La tavolozza di Vertibile si è arricchita di colori nuovi, smaglianti, accesi talvolta fino al parossismo, Vertibile non ha resistito neppure alla suggestione dell'informale e si
è lasciato andare anche, e con splendidi risultati, alla visionarietà simbolista, come nel mirabile
"Notturno sul mare" o
"Rapsodia in blu" in cui egli ha espresso la sua accorata ansia di vita. Vertibile ha cercato e cerca, con successo, di superare l'antitesi fra figurativismo ed astrattismo facendo coincidere entrambe le tendenze in una visione unitaria, traendo ispirazione dal reale visibile e sensibile per trasformarlo in una mirabile sinfonia di colori.
(da Primapagina - 11 ottobre 1996)
["Enzo Vertibile, monografia critica e catalogo generale a cura di Maria Emilia Moro
Maisano" - Ottobre 1998] |