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VERTIBILE ama il verde e il blu. In tutte le loro tonalità. E una ragione ci dovrà pure essere. Sono verdi cupi e sconfinati e blu rabbrividenti e scopertamente gioiosi. Nell'uso di questi due colori
c'è quasi il filo interpretativo della vicenda pittorica di un'artista che, se nella vita civile ha sempre fatto il geometra, nella sua vita più intima e ai più nascosta ha coltivato la passione per il linguaggio dei segni. Fissare un moto dell'animo, un trasalimento, una improvvisa angoscia.
Una ispirazione dolorosa e sofferta ma con lo sguardo rivolto verso una speranza più tenace di ogni delusione.
Quei colori ci rivelano il mondo spirituale di Vertibile e in un certo senso ce lo allontanano. Personaggio
schivo, solo ora ha pensato di rivisitare un impegno pittorico che lo ha travolto dagli anni giovanili. Ed è stato un impegno totale, una passione assorbente, una dedizione religiosa. Ma una dedizione che ha un che di razionale, di studiato, di scientificamente sorvegliato.
"L'Arte è armonia" affermava Seurat.
E a mo' di contrappunto aggiungeva Cezanne: "L'Arte è un'armonia parallela alla natura".
Nelle opere di Vertibile c'è questa armonia e non capitola mai questa ''Armonia parallela alla natura". Per questo la visione non è mai scomposta, essendo sempre architettonicamente organizzata attorno alle masse di colore o ai concetti di spazio, tempo e movimento. E così abbiamo quei
nudi di donna che sembrano dei monumenti. Non è la regolarità delle forme a prevalere, è
l'intensa fisicità della
femminilità, così prorompente da occupare e dilagare sulla superficie del quadro. Ecco la ritrattistica sperimentata in tutta la sua sintassi compositiva. Ecco la serie delle
nature morte con esiti intriganti e singolari. Domina sempre il linguaggio geometrico.
Vertibile però va alla ricerca di stimolazioni visive, dalla OPTICAL ART alle forme più arcaiche ed archetipe. Una pittura ricca di suggestioni, attraversata da grida, percorsa dalla nostalgia, assediata dal desiderio di trovare
un'ancora di salvezza, un motivo per continuare a resistere di fronte alle prospettive ultime, agli orizzonti definitivi. Armonia, razionalità, uso simbolico del colore si riannodano attorno all'enigma della vita. Ed è un passaggio a volte incantato, a volte drammatico, a volte fiabesco, tormentato ed ingenuo insieme. Una pittura, dunque, di una profonda risonanza interiore. Per questa non è scontata, perchè in continua, inaspettata evoluzione. Vertibile ha deciso di fare il punto della sua parabola umana di pittore. Ma le ultimissime opere ci mettono in guardia dal pronunciare un giudizio netto. Da esse affiora quasi un nuovo universo poetico che si esprime con immagini di pacata, seppur misteriosa purezza. Una scoperta per lo stesso Vertibile. Ecco perchè per lui, non
è ancora giunto il tempo dei bilanci.
["Enzo Vertibile, monografia critica e catalogo generale a cura di Maria Emilia Moro
Maisano" - Ottobre 1998] |